Era una notte buia e tempestosa.

Giugno 6, 2008 at 3:35 pm (Dialettica, Esperienze, Futuro, Realtà, Universiade) ()

Ormai da qualche tempo avevo iniziato a perdere lentamente ma inesorabilmente la fiducia nelle capacità intellettuali del genere umano. non certo per presunzione, infatti nel ribollente calderone di atrofia ci buttavo allegramente pure me stessa medesima. e cosi cadevo sempre più giù, in un baratro di apatica tristezza proprio alla vigilia della sessione estiva. A nulla erano valsi i tentativi di rimettermi in carreggiata: l’appello al mio senso del dovere ha avuto lo stesso effetto di una barzelletta raccontata male, simili espedienti non hanno mai avuto effetto su di me. A volte penso di non avere forza di volontà. E il dovere è un concetto che non ho mai capito fino in fondo. Cosi mi sono rivolta all’unico propulsore che mi ha permesso di tirare avanti(in tutti i sensi) in questi lunghi 22 anni: la curiosità. Io sono una persona estremamente curiosa, spesso è come una malattia, una frenesia irresistibile di conoscenza. Cibo principale di questa mia ossessione sono sempre stati i libri, ma questa volta i miei amati tomi poco hanno potuto di fronte all’enorme blocco intellettivo che mi aveva colpito. Perchè questo blocco partiva proprio dal meccanismo che in me faceva scattare la curiosità e cioè lo stimolo. Mi sentivo completemente priva di stimoli per ricercare, conoscere e capire. Nessuna conversazione, nessuna lettura mi regalava quella meravigliosa voglia di saperne di più. Ero spacciata. E il primo appello era arrivato e se n’era pure andato. Cosi, come ultima spiaggia, mi sono rivolta alle rimanenti attività organizzate dalla Facoltà prima della pausa estiva. E li, proprio fra quei banchi scarabocchiati che avevano succhiato la mia linfa, ho ritrovato in meno di due giorni un pò dell’antica motivazione. Soprattutto l’ultimo incontro di ieri mi ha a dir poco illuminata. Un giovane avvocato ha parlato per più di tre ore di una materia a lui non esattamente competente( si parlava di giornalismo), con una proprietà di linguaggio ineccepibile. E’ stato sempre pertinente, mai banale o scontato e divertente nel riuscire a tenere alta l’attenzione del suo ingiustamente scarso pubblico( e vabbè, lo so che c’è gente che a giugno studia invece di andare ad ascoltare conferenze..lo ammetto…). Sempre col codice penale tra le mani non si è risparmiato, citando a memoria Platone e i Pink Floyd. Ma è inutile descrivere quello a cui ho assistito ieri, difficilmente riuscirei a rendere l’atmosfera in queste poche righe. Però sapere che ci sono persone cosi stimolanti e piacevoli mi fa sorridere. Mi fa recuperare la fiducia che avevo perso. E mi fa sperare che un giorno anche io potrò parlare e incantare in quel modo. Ieri quell’avvocato mi ha reso un servizio che va decisamente oltre la presa di conoscenza di un paio di articoli del codice penale. E mi è già tornata la voglia di aprire i libri.

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